Credo che il fotogiornalismo sia un grande flash nella notte, esso evidenzia e porta alla luce dagli abissi più profondi di questo mondo complicato ed infernale storie che resterebbero sconosciute. Molti sono i fotografi che hanno speso la propria vita in nome di questo grande Dio, lasciando indietro amori ed affetti, vivendo con poco, a volte nelle stesse condizioni estreme dei loro soggetti più fragili . Il fotogiornalista quindi, dovrebbe essere puro d’animo e umile, non dovrebbe ostentare o romanzare la propria vita e non dovrebbe ambire a nessun posto privilegiato. Dovrebbe vivere sempre un po’ più in basso degli altri per comprendere in prima persona e prima di ogni altro ciò che ha di fronte. Invece, ultimamente capita spesso di imbattermi in fotografi che hanno sete di arrivare, vogliono vincere premi, vogliono essere scritti sul muro dei Grandi e che si sentono già “arrivati”. Molte sono le parole abusate e la signora Etica è sia la prostituta con più clienti che un grande mantello sotto cui ripararsi in caso di necessità. Alcuni ancora pensano che la scelta dei fotografi a cui affidare degli assignment sia solo una questione di abilità e che il merito ti faccia emergere, ma non è proprio cosi. Anche in questo mondo vince chi ha più contatti e santi in paradiso. Il mio articolo, non è per questi ultimi ma per i giovani che intraprendono adesso questo tortuoso cammino. Siate rispettosi e ascoltate le storie che vi vengono raccontate. Provate ad immedesimarvi in ciò che avete di fronte. Vivete a stretto contatto con chi decidete di raccontare e siate onesti e sinceri. Non abbiate pregiudizi e nemmeno fretta, la fotografia è lenta e comprenderla lo è ancora di più. La fotografia è un arma che se usata con leggerezza può recare danni. Pensate che i ritratti che conservate nei vostri hard disk hanno un nome e una dignità da conservare in quanto esseri umani come voi e dovete riuscire a preservarli ad ogni costo. Siate professionali e non preoccupatevi del successo. Il fotogiornalismo non è una montagna da scalare, ma una miniera da scavare. Scendete sempre nelle viscere di ogni storia, sporcatevi, spolpatela, lasciatela riposare e riprendetela dopo tempo. Informatevi e documentatevi prima di trarre qualsiasi conclusione e non fatelo solo per sentito dire e“ se la foto non è uscita bene vuol dire che non avete letto abbastanza”. Il mondo ha bisogno di buone foto e di buoni racconti. Siate intelligenti, qualcuno potrebbe vivere meglio e per qualche giorno in più grazie a ciò che fate. Vi auguro buon lavoro

 

Robert S. Right